Oggetti transizionali: la coperta di Linus

Ogni bambino, prima dei due anni, inevitabilmente si affeziona ad un giocattolo, od oggetto, dal quale sembra impossibile separarlo.

Che si tratti di un orsacchiotto, di una bambola o di un semplice pezzo di stoffa poco importa: averlo al fianco li aiuterà a colmare vuoti, superare ansie e affrontare paure.

In ogni caso non dovete spaventatevi, e soprattutto non dovete intromettervi in questo delicato rapporto.

Siamo infatti di fronte a giochi indispensabili per la crescita, o per meglio dire, a oggetti transizionali che aiuteranno il bambino a raggiungere indipendenza e autonomia.

Quali sono i migliori giochi transizionali

Ogni giocattolo od oggetto che il bambino si trova intorno è un potenziale gioco transizionale.

Solitamente, la scelta ricade su oggetti morbidi, che hanno una forte componente tattile, come ad esempio orsacchiotti, bambole di pezza, o copertine in morbida stoffa.

L’importante è che abbiano qualcosa a cui legarsi emotivamente, che li faccia sentire protetti e li aiuti a superare le prime paure e le piccole ansie che comportano.

Non per nulla, sono giochi che il bambino vuole vicino in momenti particolari della giornata, come ad esempio quello della nanna, o durante la visita dal dottore.

Grazie alla loro morbidezza sarà più facile affezionarsi, e insegnerà ai piccoli il valore delle relazioni affettive.

Il ruolo dei giochi transizionali nello sviluppo emotivo del bambino

Come abbia già detto, gli oggetti transizionali ricoprono un ruolo centrale nello sviluppo psico-fisico, nonché emotivo, dei piccoli.

Inoltre, li aiutano ad emanciparsi e trovare una loro personale identità lontani da mamma e papà.

Questo perché sono giochi sui quali i bambini possono riversare emozioni e paure, e sui quali possono contare anche quando i genitori non sono presenti.

Inizialmente saranno quindi tutt’uno con la loro copertina di Linus, non riusciranno a capire che si tratta di qualcosa di esterno, e solo con il tempo riusciranno a prendere consapevolezza che si tratta di un surrogato di cui non hanno affatto bisogno, poiché ormai in grado di affrontare il mondo che li circonda da soli.

La sua presenza è perciò determinante e significativa soltanto nella prima fase della vita dei bambini, la più delicata, ed è quindi per questo che è molto importante.

È proprio in questo momento della crescita che il carattere inizia a formarsi, così come le paure, e non sempre basta l’intervento di un genitore per sanare le prime piccole ferite emotive.

Non cercate quindi di separare il vostro bambino dalla sua “copertina”, gli fareste soltanto del male.

Anzi, prendetevi cura di lei, dimostrategli che capite il valore che ha e che siete disposti a dargli la stessa importanza che lui gli attribuisce.

Così, lo farete sentire sicuro delle proprie scelte e convinzioni, e spalleggiato dagli adulti.

Infine ricordatevi: sarà vostro figlio ad abbandonarla quando si sentirà pronto.

Quindi non intervenite, arriverà il giorno in cui si sentirà abbastanza sicuro da non sentire più il bisogno di averla sempre affianco, e semplicemente, si dimenticherà della sua esistenza.

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