Colorare per crescere e imparare ad esprimersi

Pennarelli, matite, tempere, acquarelli o cere, non importa quale sia lo strumento, l'importante è che i bambini siano lasciati liberi di colorare!

Da sempre l'uomo ha trovato nelle arti figurative un mezzo comunicativo che supera le barriere linguistiche e diventa comprensibile da tutti, ma anche liberamente interpretabile.

Secondo alcuni psicologi i bambini dovrebbero dedicare almeno mezz'ora al giorno all'arte del colorare, fin dall'infanzia.

Per i bambini colorare è un gioco, un passatempo e un divertimento, ma è anche una forma di espressione scritta (per i primi anni di vita l'unica) che dà voce al loro stato d'animo.

Questo però non significa che dobbiamo stare addosso ai bambini soppesando ogni riga o ogni colore scuro che viene tracciato sul foglio, così come non è necessario obbligare i bambini a colorare e disegnare ogni giorno.

Vanno piuttosto stimolati a giocare con la fantasia e con i colori, assecondando allo stesso tempo la loro costante voglia di movimento.

Creare occasioni per colorare divertendosi

Colorare per i bambini è un divertimento e deve rimanere tale.

Talvolta può non essere semplice tenere i bambini seduti a un tavolo a colorare, specie dopo una giornata trascorsa all'asilo o a scuola.
Per stimolarli a esprimere la loro creatività su un foglio bianco, quindi, si possono trovare alcuni escamotage.

Ad esempio possiamo stendere un grande foglio bianco sul pavimento, in modo che il bambino abbia un margine di movimento più ampio e possa stare disteso, seduto o in ginocchio, esprimendo al meglio la sua creatività.

Si possono proporre vari tipi di esperienza per colorare.

Ogni mezzo per colorare, infatti, è un'esperienza diversa per i bambini, una nuova scoperta e una nuova competenza acquisita.
Provando tutto, dalle matite alle tempere, dai pennarelli agli acquarelli fino alle cere, potrà cimentarsi in nuove avventure di fantasia e potrà acquisire una certa manualità con strumenti che dovrà padroneggiare anche alla scuola primaria e alla secondaria di primo grado.

Colorare fa bene: creatività, concentrazione e rispetto delle regole

Molti pedagogisti sono d'accordo sui benefici del colorare per i bambini, fin dall'età prescolare.

Oltre a stimolare la creatività del bambino, che può esprimersi liberamente scegliendo colori, forme e figure, trascorrere un po' di tempo a colorare aiuta a sviluppare la concentrazione del bambino, elemento che gli sarà utile tra i banchi di scuola.

Mentre colora un album o un disegno, infatti, il bambino rimane concentrato sul foglio, impegnandosi in un compito che dovrà portare a termine per essere soddisfatto.

Se questa attività viene svolta insieme ad altri bambini, inoltre, ci sarà un maggiore impulso a non rimanere indietro e a finire il disegno in ogni dettaglio.

La semplice attività del colorare, poi, aiuta a sviluppare quella che Maria Montessori chiamava "motricità fine", ovvero quella coordinazione occhio-mano che sarà utile al bambino quando inizierà a scrivere. Infine, colorare un disegno predefinito, con contorni ben precisi, insegna al bambino il rispetto delle regole.

Ci sono dei confini e devono essere seguiti, non si può andare fuori, altrimenti il risultato finale non sarà come quello atteso.

Libri e accessori per stimolare la creatività artistica

Nelle librerie, nelle edicole, nei negozi di giocattoli e online sono disponibili set per colorare, contenenti vari strumenti utili a stimolare la creatività dei bambini.

Si possono acquistare anche libri con personaggi dei cartoni animati da colorare: sicuramente hanno un grande impatto sulla memoria dei bambini, che cercheranno di colorarli rimanendo fedeli a quello che hanno visto in televisione.

Per i più piccoli, che si cimentano per la prima volta nell'arte del colorare, un aiuto da parte di un adulto è d'obbligo.
Più si riesce a star dietro alle evoluzioni del bambino nel colorare, più si potranno vedere i suoi progressi e aggiustare i difetti che possono presentarsi.

Primo tra tutti il modo di tenere in mano il pennarello o la matita.

L'impugnatura giusta, infatti, non arriva subito e non possiamo neanche pretendere che i bambini sappiano tenere in mano il pennarello come fanno gli adulti.

Serve tempo ed esercizio per arrivare ad aggiustare il tiro, ma alla fine ci siamo riusciti tutti!

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