La musica fa bene ai bambini

La musica è un'arte antica e nobile a cui i bambini, solitamente, si avvicinano istintivamente già dai primi anni di vita.

Tra le scoperte dei primi mesi, infatti, c'è proprio quella di saper emettere suoni e di produrre suoni musicali con gli oggetti.
Molto spesso i bambini, sopratutto dai 7 mesi, iniziano a seguire il ritmo di canzoni e melodie che sentono muovendo braccia e gambe.

Intorno ai 2-3 anni, invece, iniziano a emulare i musicisti che vedono in tv o negli spettacoli musicali, fingendo di suonare chitarre, batterie e trombe anche senza avere gli strumenti concreti.

Perché, dunque, non assecondare questa crescente voglia di musica dei bambini incoraggiandoli a suonare uno strumento o a seguire lezioni di canto?

Ovviamente tutto deve rimanere spontaneo e non dovrebbero essere imposte al bambino, almeno all'inizio, lunghe ore di lezioni musicali o obblighi di orari.

Capire se al bambino piace la musica

I bambini sono predisposti per natura a reagire alla musica.

Non sempre può piacere: ci sono bambini che si entusiasmano al solo udire delle note musicali, ma ci sono anche bambini che si infastidiscono quando sentono la musica.

Si tratta di un'attitudine che si può capire già dai primi mesi di vita, osservando le reazioni dei bambini ai giochi musicali, alle ninne nanne e alle canzoncine in generale.

Ci sono anche molti strumenti musicali giocattolo, pensati per avvicinare i più piccoli alla musica: chitarre, trombe, batterie, pianole e xilofoni, ma anche microfoni, che incoraggiano il bambino a far sentire la sua voce.
Gli strumenti musicali giocattolo sono pensati per diverse età: da quelli baby a quelli per bambini un po' più grandi, ideali per avvicinarli alla musica.

I vantaggi di avvicinare i bambini alla musica

Non necessariamente i bambini che amano la musica diventano musicisti o frequentano corsi di musica.
Tuttavia, senza arrivare ad obbligarli, possiamo incoraggiare i bambini ad imparare a suonare uno strumento o a seguire lezioni di canto.

Secondo alcune ricerche, infatti, la musica ha molti benefici sullo sviluppo delle abilità cognitive dei bambini.

Frequentare corsi di musica, così come praticare sport, porta grandi vantaggi per i bambini, fin dai primi anni di vita.
Sembra infatti che i bambini che seguono corsi di musica sviluppino con più facilità le abilità alla base dell'acquisizione del linguaggio: consapevolezza fonologica, percezione dei suoni, memoria uditiva, percezione ritmica e capacità di apprendere modelli sonori.

La musica fa bene ai bambini anche per migliorare l'apprendimento matematico e la percezione dello spazio, dal momento che la musica stessa è profondamente legata alla matematica, con gli intervalli delle scale e lo scandire del ritmo.

È stato poi dimostrato, con alcuni studi condotti principalmente negli Usa, che la musica contribuisce a rafforzare il quoziente intellettivo dei bambini e li aiuta ad imparare più velocemente le lingue straniere, specie se i bambini iniziano a frequentare i corsi di musica prima dei 6 anni.

Alcuni studi, inoltre, hanno dimostrato che studiare musica sin da bambini aiuta a migliorare la memoria.
Suonare, infatti, richiede un grande sforzo di memorizzazione sia motoria che mentale.

Questa abilità sarà utile anche da grande tanto negli studi quanto nel lavoro e nella vita di tutti i giorni.
Chi è abituato a suonare uno strumento ha una migliore capacità di ricordare le cose e di elaborare velocemente.

Infine i vantaggi di studiare musica si ripercuotono anche sulla memoria a lungo termine, che risulta migliore rispetto a chi non ha mai suonato uno strumento, soprattutto in campo visivo.

Insomma, la musica è un'attitudine naturale e spesso divertente per i bambini.
Quindi, incoraggiarli ad imparare uno strumento è tutt'altro che sbagliato a meno che non diventi un'imposizione.
In quel caso, come per tutte le discipline, diventa un onere e rischia di avere effetti tutt'altro che positivi.

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